Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 160/2026, l’utilizzo improprio dell’intelligenza artificiale entra formalmente nel catalogo dei reati-presupposto della responsabilità amministrativa degli enti ex D.Lgs. 231/2001. L’adeguamento del Modello Organizzativo diventa così un passaggio imprescindibile per intercettare i nuovi rischi tecnologici e preservare la continuità aziendale. L’art. 15 del D. Lgs. 160/2026 inserisce nel D.Lgs. 231/2001 il nuovo art. 25-vicies “Reati commessi con l'uso di sistemi di intelligenza artificiale”, e così prevede la responsabilità dell’ente in relazione a due nuove fattispecie di reato: Ove tali condotte siano realizzate a vantaggio o nell’interesse della società, scattano severe sanzioni pecuniarie (fino a mille quote) e incisive misure interdittive. Il perimetro non riguarda soltanto il settore informatico: coinvolge qualunque impresa utilizzi applicativi di AI generativa, algoritmi operativi o fornitori tecnologici esterni nei propri processi aziendali. Per garantire l’efficacia esimente del modello, non bastano mere dichiarazioni formali o generiche policy IT. In conformità ai requisiti di idoneità ed effettiva attuazione previsti dalla disciplina del Lgs. 231/01, occorre strutturare interventi mirati: Come già evidenziato per le sanzioni internazionali e i claim ESG, la compliance 231 si conferma presidio essenziale di governance integrata. Agire ora significa proteggere il management, ridurre l'esposizione sanzionatoria e trasformare la conformità normativa in un concreto vantaggio competitivo per solidità e affidabilità sul mercato.D.Lgs. 160/2026 e Modelli 231: l’impatto dei reati legati all’AI sulla compliance aziendale
Il nuovo art. 25-vicies D.Lgs. 231/2001
Come adeguare il Modello 231
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